INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE DI UN EDIFICIO RESIDENZIALE A MODICA

UNA STRATEGIA DI INTERVENTO SENZA MODIFICARE LA SCENA

Architetti: MARIA GIUSEPPINA GRASSO CANNIZZO
Studio: MARIA GIUSEPPINA GRASSO CANNIZZO

Riassunto:

L’obiettivo del progetto di ricostruzione non è quello di correggere i difetti, eliminare i difetti o cancellare le approssimazioni, le incongruenze, le scempiaggini, ma di stratificare la struttura esistente senza apportare grandi cambiamenti alla scena. L’approccio progettuale scelto utilizza diverse strategie (conservazione/attivazione, demolizione/integrazione): il compito è quello di conservare e riattivare il volume in pietra, di demolire e ricostruire il volume che un tempo era un rifugio per animali.

PIANO D'AZIONE

Intervento edilizio: demolizione parziale/ricostruzione dell'edificio esistente

DESCRIZIONE GENERALE: Una stanza si estende nel tempo incorporando le recinzioni, mentre una stalla contiene i raccolti e offre riparo agli animali. L’attuale struttura, incastonata nella sezione della collina, è un belvedere verso la valle che si trova alla periferia della città. Sul retro dell’edificio esistente, un sentiero si snoda per raggiungere la cima della collina. Obiettivo: La disposizione degli ambienti, i dettagli, i materiali, le viste sulla campagna circostante possono soddisfare, con alcuni opportuni aggiustamenti, il desiderio della committenza di rispondere a nuove esigenze mantenendo viva la memoria dei tempi passati, tuttavia problemi legati a una “cattiva” esecuzione impongono una parziale demolizione. L’obiettivo del progetto di ricostruzione non è correggere i difetti, eliminare i difetti o cancellare le approssimazioni, le incongruenze, le scempiaggini, ma stratificare la struttura esistente senza provocare grandi cambiamenti alla scena. L’approccio progettuale scelto utilizza strategie diverse: si tratta di conservare e riattivare il volume in pietra, di demolire e ricostruire il volume che era un ricovero per animali.

DISEGNO DI LAVORO / PIANO

CONCETTO: L’emulazione, cioè il desiderio di eguagliare o superare la struttura esistente, sembra la strada più appropriata alla situazione: implica l’assimilazione del modello, l’interpretazione e la rielaborazione dell’originale. Il modello, in questo contesto, non è una celebre struttura antica, ma una costruzione ordinaria collocata nello spazio tra città e campagna. Lo scarto temporale tra la struttura originaria e l’intervento dell’architetto determina inevitabilmente metamorfosi e modifiche del modello che rendono difficile individuare eventuali somiglianze con l’originale. La superficie del sedimento, spinta da forze contrastanti, è corrugata e si solleva a formare una cavità. Lo spazio vitale, contenitore di spazi fluidi, qui immerso nell’ombra e là esposto alla luce, replica proporzioni, forme, altezze e viste del modello originale. Il vuoto e la sua impronta, incastonati saldamente nella collina, sono le sfaccettature visibili di un’operazione che non cerca aggiustamenti o miglioramenti dell’assetto esistente. Mira a “emularlo”.

FINE DEL PROGETTO

COSTRUZIONE: L’intero complesso è composto da un edificio esistente in pietra (A) e da uno nuovo in cemento armato (B). Edificio B / Il volume costruito comprende un unico spazio coperto e una serie di spazi all’aperto. La parte interna ospita a sua volta due volumi più piccoli, sempre in cemento armato, che contengono servizi igienici e ulteriori spazi domestici. Essi sorgono direttamente dal pavimento; la loro posizione e il loro orientamento distribuiscono lo spazio fluido in aree private, comuni e di circolazione. Un lungo spazio, tra il muro di pietra e la facciata dell’edificio rivolta a nord, collega gli spazi aperti a un piccolo cortile scavato nella pietra, punto di partenza del sentiero che sale alla collina. Quest’area in estate diventa un accesso alternativo alla parte interna della casa. Edificio A / L’edificio è stato sottoposto a un processo di conservazione e restauro. Ospita una sala studio e una camera da letto.