FORTE ROSSAROL

RIQUALIFICAZIONE E AMPLIAMENTO DI UNA STRUTTURA SOCIO SANITARIA PER LA CURA DELLE DIPENDENZE OSPITATA NELL' AREA MILITARE DISMESSA DI FORTE ROSSAROL

Architetti: MARTA BARETTI - SARA CARBONERA
Studio: ARBAU

Riassunto:
Il progetto riguarda la riqualificazione di una struttura sociosanitaria ospitata nell’area monumentale di Forte Rossarol, un’area militare dismessa. Ha compreso la sistemazione paesaggistica e la realizzazione di ampliamenti volumetrici, a completamento della riqualificazione degli edifici che ha fornito il telaio di riferimento e il registro linguistico che rende unitari gli interventi succedutosi nel tempo. Un progetto aperto, il cui fulcro sono gli ampliamenti costruiti in legno che ospitano le sale terapeutiche collettive polifunzionali e disegnano delle testate trasparenti, che cambiano di segno il luogo.

SITUAZIONE PRECEDENTE

Una storia legata ad un luogo, Forte Rossarol, da area militare abbandonata a hospice (dal latino hospitare = accogliere) che ha portato al riuso di un bene pubblico tutelato, dato in concessione ad una cooperativa sociale, in cui diverse attività di accoglienza e di cura convivono. L’intervento ha riguardato gli undici edifici nati per il deposito delle munizioni che già ospitavano da anni la struttura socio sanitaria Centro Soranzo, un’eccellenza nel panorama italiano nella cura delle dipendenze. A seguito della donazione economica da parte di un privato è stato avviato un processo multidisciplinare che ha coinvolto artisti, medici, psicologi, operatori, utenti, grafici, finanziatori e portato alla rigenerazione degli spazi e valorizzazione del metodo di cura, aprendo una ricerca sulla relazione tra le neuroscienze e architettura.

LAVORI EFFETTUATI

Un progetto multiscalare, realizzato per fasi, che ha integrato diversi temi: dal risanamento energetico e restyling degli edifici esistenti, all’ampliamento volumetrico, alla riorganizzazione funzionale degli spazi, all’arredamento degli ambienti interni, alla sistemazione paesaggistica degli spazi esterni. Un progetto aperto, iniziato nel 2013 con la riorganizzazione complessiva, e proseguito tra il 2017 e il 2021 con la sistemazione degli spazi aperti e gli ampliamenti delle sale terapeutiche. Il progetto iniziale ha fornito il telaio di riferimento e un registro linguistico, che hanno reso unitari e coerenti alla scala paesaggistica gli interventi succedutisi nel tempo. Il progetto si basa sulla scelta di un registro sobrio, senza eccessi formali, tale da riflettere i principi di cura e da porre il bello come elemento terapeutico. ll risanamento energetico degli edifici esistenti ha portato ad un restyling esterno, basato sull’uso alternato delle gradazioni di due colori, il rosso mattone e il sabbia, che articola la regolarità del tipico insediamento militare.

IL RISULTATO FINALE

Fulcro della riqualificazione sono tre ampliamenti che ospitano le sale comuni e che disegnano delle testate trasparenti, landmark dell’intervento. Gli ampliamenti sono simili, ma al contempo differenti, caratterizzati dalla sporgenza asimmetrica del tetto, il cui taglio genera testate diverse, che introducono un’asimmetria che rompe la serialità dell’insediamento militare, ossessiva per una struttura di cura delle dipendenze. Gli spazi interni delle nuove sale sono caratterizzati dal legno lasciato a vista, unitamente alla sezione architettonica a “forma di casa”, ed hanno un effetto domestico ed accogliente, più che “clinico”. L’area verde è stata valorizzata ordinando i percorsi, a partire dalla strada centrale, trasformata in un viale pedonale, e dal sentiero di ronda, trasformato in percorso sportivo. Nel parco si colloca il padiglione per i fumatori, inteso oggetto scultoreo nel verde. Tutto è partito della convinzione che la qualità dello spazio faccia parte del percorso di cura e possa generare un effetto diretto sulle persone, divenendo spazio che cura.